Bologna, mercoledì 26 marzo 2025 – Abano As è stato il cavallo più ricco della storia del trotto tedesco, ci lascia a 28 anni dopo una carriera costellata da grandi successi: il Prix d’Amerique di Parigi, l’Uet, il Continental e in Italia il Gran Premio Orsi Mangelli nel 2000 e il Triossi. Plasmato dal trainer Peter Strooper, ha poi trovato il successo strepitoso nel Prix d’Amerique 2003 agli ordini di Erik Bondo e con la guida del fenomenale Jos Verbeeck, demolendo il favoritissimo General Du Pommeau, che fu il grande rivale del nostro Varenne gli anni precedenti, qui solo quarto, preceduto da Insert Gede e dallo svedese Gigant Neo.
Abano As, figlio di Dylan Lobell chiuse la sua carriera a 7 anni, dopo aver vinto 25 delle 54 corse disputate, accumulando 2.200.000 euro di somme vinte resta ad oggi il cavallo tedesco più vincente di tutti i tempi. Proseguendo la carriera come stallone ha continuato ad essere un punto di riferimento e d’ispirazione per appassionati ed allevatori, la sua storia per questo continua a scriversi. Ma perché il suo impatto nel mondo del cavallo resta così profondo e destinato a perdurare nel tempo? Cosa rappresenta rispetto ad altri grandi campioni?
E’ quel “brand” AS che non può passare inosservato, soprattutto dagli appassionati di salto ostacoli… sono le iniziali di Alwin Schockemohle. Un nome, o meglio un cognome che ha fatto la storia dell’equitazione e ancora oggi i cavalli allevati dal fratello Paul dominano la scena del salto a livello globale. Alwin Schockemohle, classe 1937, ha partecipato a tre olimpiadi, ha vinto a Roma nel 1960 l’oro a squadre e nel 1976 a Montreal l’oro individuale, in tutte le tre partecipazioni ha vinto una medaglia a squadre: dopo l’oro di Roma, il bronzo a Città del Messico e l’argento a Montreal.
Per capire un po’ di più l’essenza di un personaggio come lui abbiamo chiesto a Lalla Novo, amazzone azzurra che in quegli anni potrebbe averlo anche sfidato in campo: “Non ricordo una gara in cui lo trovai come avversario, è più probabile che lo abbia incrociato…lui in campo e io in giuria, visto che sono stata spesso giudice ad Aachen. Ma ricordo bene il personaggio, un vero cavaliere tedesco, quattro volte campione di Germania, il suo campionato Europeo lo vinse proprio in patria, a Monaco, oltre ad essere stato un pilastro per la sua squadra in ogni Olimpiade che lo ha visto in campo. Sapevo del suo ritiro per problemi alla schiena, ma della sua carriera da allevatore di trotto…”.
Alwin Schockemohle è stato un atleta formidabile nella storia di un paese fortissimo nel salto ostacoli, come lo è la sua tradizione, un cavaliere che ha gareggiato a fianco di una leggenda come Hans Gunther Winkler per conquistare un’oro Olimpico, capace di vincere 65 Gran Premi nei concorsi più iconici e resta indimenticabile il suo doppio netto con Warwick che gli consentì di diventare campione alle Olimpiadi di Montreal, proprio l’anno in cui i suoi dolori alla schiena divennero un compagno non più tollerabile in gara, tanto da doversi ritirare…e questa fu la fortuna per la storia del trotto tedesco.
Un uomo che conosceva così profondamente i cavalli non poteva sbagliare anche in un settore che per chi vive la realtà del salto ostacoli percepisce così distante, ma l’animale atleta resta il fattore comune, infatti inizialmente lo stallone da lui scelto, Diamond Way divenne il riproduttore di maggior successo in Europa, poi esplose Abano As che Schockemohle costruì con il sangue dell’immenso Spe.edy Somolli nella linea paterna, una carica di velocità e potenza quasi tutta americana, Abano As ha circa il 5% di sangue francese, per il resto anche dalla linea materna, dove spicca Meadow Road, è tutto “made in USA”. Un capolavoro allevatoriale firmato da Alwin Schockemohle.
Per questo il testamento di Abano As è ben più prezioso di un ricordo, per quanto indelebile, della sua carriera, Abano As rappresenta il legame tra due sport così lontani ma tremendamente intrecciati. Questa è la sua eredità più preziosa, ora rivelata.