Oggi ricorre l’anniversario della nascita del colonnello William Frederick Cody , che vide la luce il 26 febbraio del 1846 a le Claire, in Iowa.
Da ragazzo fu uno dei corrieri del mitico Pony Express e poi militare, esploratore, attore, impresario teatrale e cacciatore: divenne noto con lo pseudonimo di Buffalo Bill.
Lo battezzarono così dopo che aveva vinto una gara con un altro sterminatore di bisonti, William Comstock.
Nel 1883 creò lo spettacolo circense ‘Buffalo Bill’s Wild West’ i cui principali protagonisti erano cowboy e nativi d’America che rappresentavano se stessi.
Ma c’erano anche cavalieri cosacchi e arabi, con il cavallo a unire tutti come compagno di mille avventure.
Lo spettacolo ebbe grande successo e Buffalo Bill lo esportò anche in Europa, Italia compresa.
Da Torino a Napoli passando per Milano, Trieste, Modena, Bologna, Udine, non disdegnò nessuna piazza che potesse garantire un adeguato concorso di pubblico.
E nel suo traversare la penisola l’ormai candido Buffalo Bill incontrò la Maremma.
Per la precisione la incontrò a Roma, nel quartiere Prati di Castello. Lì Buffalo Bill aveva conosciuto alcuni butteri, e si disse sicuro del fatto che i suoi uomini erano migliori di loro nel lavoro con le mandrie di vitelli e i cavalli sdomi.
Un gruppo di uomini di Buffalo Bill sfidò quindi nove butteri della tenuta Caetani, da Cisterna di Latina, capitanati da Augusto Imperiali: era l’8 marzo del 1890.
Pionieri da luci della ribalta contro i butteri cotti dal sole, quelli che avevano sterminato bufali e indiani contro chi era riuscito a non farsi sterminare dalla malaria.
Butteri contro cow-boys, bardelle contro selle dell’Ovest, cavallini ispidi, tosti e pronti contro cavallini ispidi, tosti e pronti.
I cavalli Maremmani non erano stati ancora migliorati, i Quarter Horse avevano ancora qualche trisnonna tra le Royal Mares britanniche.
Leggiamo cosa raccontano Riccardo Gatteschi e Nedo Ficulle di quella giornata:
“Davanti a qualche migliaio di persone i mitici e amatissimi cow-boys americani portati in Europa dall’ancor più leggendario William Frederick Cody – ossia Buffalo Bill. Devono battersi, per contratto, contro uno sparuto gruppo di sconosciuti butteri maremmani.
Si tratta di stabilire chi è in grado di domare un puledrino parecchio vivace. Cominciano gli americani ma, uno dopo l’altro, riescono a rimanere sulla groppa dell’animale solo qualche istante prima di venire scaraventati a terra fra le risate e gli sberleffi degli spettatori. E’ poi la volta dei butteri, Il primo viene disarcionato presto, ma il secondo – e il suo nome è passato alla storia: Augusto Imperiali – si aggrappa alla criniera e non molla la presa fino a quando pare a lui. Dopo un’elegante galoppata salta giù facendo una piroetta e con una mano saluta anche il pubblico che lo acclama“.
E’ rimasta anche una fotografia, bellissima per l’immediatezza e per il realismo che riesce a trasmettere: Cody si avvicina (baffi, cappellone e tutto) a un buttero come per accennare una discussione.
Ma il nostro non ha nessuna intenzione di farsi intimidire dall’aspetto esotico del cow-boy e difende molto vivacemente il suo punto di vista, spiegandogli animosamente anche coi gesti quel che pensava.
E, forse, è meglio non indagare troppo su quel che gli voleva far ben capire.
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Fa’ perfino tenerezza il vecchio colonnello, vedendolo così perplesso mentre si prova a discutere con un buttero maremmano che difende le sue ragioni.
Sicuramente dopo avrà ripensato alle sane, defatiganti scaramucce con i suoi selvaggi indiani con molta più nostalgia ed affetto.
Proprio per questi gesti e per queste espressioni così spontanee l’immagine non ha perso d’attualità, potrebbe essere stata scattata ieri.
L’americano un pelo sopra le righe ma sempre classico per i canoni dell’Ovest, e i butteri assolutamente identici, dalla bardella al cavallo, dalla grinta al berretto a quelli d’oggi.
Particolare in ogni modo il mantello grigio del cavallo Maremmano, oggi considerato u atipico e non desiderabile, secondo i canoni attuali di razza.
Buffalo Bill morì nel 1917: era un convinto assertore della parità retributiva tra donne e uomini, a parità di valore sul lavoro.
“Come esploratore di frontiera, Cody rispettava i nativi americani e sosteneva i loro diritti civili . Ne assunse molti, perché pensava che il suo spettacolo offrisse loro una buona paga e la possibilità di migliorare le loro vite. Li descrisse come “l’ex nemico, l’amico attuale, l’americano” . Una volta disse che “ogni invasione indiana che abbia mai conosciuto è il risultato di promesse e trattati infranti da parte del governo”.
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Il Buffalo Bill’s Wild West nel 1890, a Roma: immagine della Royale Photographie, Vuillemenot Montabone 188 Via Nazionale – Roma (Italia). Notare il tricolore sabaudo sulla destra.